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Nell’aprile del 2006 è entrato in vigore il Dlgs n.152 sulle “Norme in materia ambientale” in cui rientra la normativa smaltimento rifiuti speciali. Questa ha subito una profonda trasformazione rispetto alla legge precedente (D.lgs 22/1997), in particolare nella parte IV.

 

Rifiuti speciali normativa

La sezione relativa alla gestione dei rifiuti indica i doveri dei produttori, quali sono gli impianti di smaltimento e le autorizzazioni di cui bisogna essere in possesso per poterli gestire e trasportare.

I rifiuti si dividono secondo l’origine in urbani e speciali, e secondo la pericolosità in pericolosi e non. Tutti questi a loro volta sono classificati in base alla loro destinazione finale (se necessitano di smaltimento o se sono riutilizzabili).

La normativa smaltimento rifiuti speciali precisa che lo smaltimento è da attuare solo come soluzione residuale nel caso in cui non esistano altre alternative attuabili che ne consentano il recupero.

 

Smaltimento rifiuti ospedalieri normativa

Per i rifiuti sanitari la normativa vigente è il DPR 254/03. Per tutelare l’ambiente e la salute pubblica i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti in modo da favorirne il reimpiego, il riciclaggio e il recupero, inoltre dove possibile diminuirne la pericolosità e ottimizzare sia la raccolta che il trasporto. I rifiuti sanitari non pericolosi sono ad esempio costituiti da vetri, soluzioni e materiali metallici non ingombranti. Quelli pericolosi si distinguono tra quelli a rischio infettivo e non.

Le strutture sanitarie devono minimizzare il contatto dei rifiuti a rischio infettivo con il resto dell’ambiente ed effettuare la raccolta differenziata dei rifiuti sanitari a parte rispetto a quelli urbani. Anche i farmaci scaduti rientrano nella categoria dei rifiuti sanitari (che siano pericolosi o non pericolosi) e vanno pertanto smaltiti seguendo le regole relative ai rifiuti speciali corrispondenti.

 

 

Smaltimento rifiuti edili normativa

Secondo il decreto il dovere di smaltire i rifiuti edili spetta al produttore. Quindi se un privato svolge dei lavori in autonomia dovrà procedere da solo allo smaltimento, e lo stesso vale per le aziende. Le procedure correte per smaltire questi rifiuti sono correlate alla quantità dei calcinacci (se modesta può essere portata negli appositi cassonetti, se cospicua nelle discariche). Il consiglio migliore è di rivolgersi ad aziende che sono specializzate nel settore, iscritte nell’apposito albo nazionale dei gestori ambientali come lo è EDAM.